Il mandarino tardivo


La Conca d’Oro – Piana che circonda la città di Palermo da Villabate a Sferracavallo – è ricordata come spazio mitico decantata da celebri viaggiatori come Goethe, Freud, Capek.

Ma ancora oggi la Conca d’Oro offre allo sguardo la sua ammaliante bellezza paesaggistica, impreziosita dai suoi rosseggianti agrumeti, nonostante le profonde offese subite per via della cementificazione selvaggia subita soprattutto negli anni ’60 e seguenti – e ancora non del tutto arrestata – quando la mafia del palermitano spostò i suoi interessi criminali sull’edilizia.

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Monte Grifone visto dalla borgata Ciaculli

In questo ancora ammaliante scenario, che incorona il golfo di Palermo, cresce un particolare mandarino nominato tardivo di Ciaculli, dalla borgata Ciaculli che, insieme all’altra di Croce verde Giardini, offre l’habitat ideale per la coltivazione di questo frutto, detto anche marzuddu. Le diverse denominazioni sono date dalla specificità del tardivo che matura “in ritardo” – da gennaio a marzo – rispetto alla varietà originaria, denominata avana, dal quale deriva per mutazione spontanea, secondo le condizioni climatiche dell’anno.
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Mandarineto nella borgata Ciaculli

Le coltivazioni del tardivo che dalla Piana si abbarbicano sulle pendici delle montagne rappresentano anche un presidio ecologico, non solo per la particolare resistenza delle piante che non richiedono particolari trattamenti chimici, ma anche perché svolgono una funzione importantissima per l’equilibrio climatico della città e per la difesa idrogeologica del territorio.