L’Associazione Acunamatata

La storia dell’Associazione Acunamatata è intrinsecamente collegata alla sua denominazione che deriva dalla locuzione della Lingua swahili Akuna matata, di uso estremamente comune in vaste aree dell’Africa centro-orientale – in particolare in Kenya e Tanzania – che può essere tradotta in italiano con la frase “non ci sono problemi”. Un’espressione per motivarsi davanti alle difficoltà, per non farsi paralizzare dai problemi del passato e per andare avanti concentrandosi – con fiducia ed entusiasmo – sul presente e sul futuro. In questo senso, è comprensibile la scelta comunicativa dell’Associazione Acunamatata, n dalla scelta della sua denominazione, soprattutto se si considera che uno degli obiettivi generali della sua mission è dare un contributo alla riqualificazione socio-ambientale di una città complessa e – per molti versi – contraddittoria come Palermo, in grado di presentare problemi apparentemente insormontabili, ma anche straordinarie potenzialità.

Forte della fiducia in una prospettiva di cambiamento di una realtà, quand’anche tradizionalmente ancorata a disvalori sociali e culturali di difficile superamento, Acunamatata ha puntato sull’intervento culturale con azioni socio-educative di tipo innovativo che spaziassero ed integrassero mondi diversi, dalle attività di solidarietà sociale, a quelle di recupero di saperi e di attività artigianali, alle produzioni artistiche, in varie forme espresse.

Ma l’occasione di gestire un Laboratorio complesso per la trasformazione sociale si è presentata ad Acunamatata con l’assegnazione di un mandarineto confiscato alla mafia nella Borgata palermitana di Ciaculli, area particolarmente vocata alla produzione del pregiato mandarino tardivo.

Il progetto complessivo con il quale Acunamatata – coerentemente con la propria impostazione associativa – ha ritenuto – e ritiene – di caratterizzare la gestione del bene confiscato affidato alla propria conduzione, viene denominato, con termine eloquente, mandarinarte.

Un progetto che nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di utilità sociale all’interno di un bene confiscato nel quale convivano un’economia sana sul piano socio-ambientale e la costruzione di una rete di relazioni positive.

L’idea è proprio quella di dare vita a un campo sperimentale di varie attività legate al territorio e rivolte alla cittadinanza con le quali si vuole condurre, in modo economicamente e legalmente sostenibile, un agrumeto di pregio in cui, oltre a conferire valore aggiunto all’attività agricola con la trasformazione di prodotti di qualità sul piano etico ed ambientale, sia possibile percorrere le tappe storiche degli agrumi in sicilia, lavorando immersi nella natura, offrendo a scuole, associazioni, turisti, ecc. la possibilità di utilizzare il bene confiscato per iniziative culturali e di aggregazione.

Mandarinarte è stato ideato dall’Associazione Acunamatata e da altre realtà che si occupano di sviluppo locale e attività sociali nella città di Palermo ed è stato supportato dalla fondazione CON IL SUD, che ha finanziato l’avvio delle attività culturali e la ristrutturazione dell’immobile. Oggi, la collaborazione con la Cooperativa sociale Solidaria consente un avanzamento strategico dell’intero progetto e l’allargamento del know-how necessario per perseguire e qualificare ulteriormente un sistema di azioni significative sul e per il territorio.


il logo di acunamatata onlus

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